Risorse

Questi sono alcuni dei libri, persone e organizzazioni che continuano a ispirare il mio lavoro. Non si tratta di una lista di letture da completare, ma di inviti a esplorare ciò che potrebbe risuonare con te.

Per un’introduzione all’arteterapia, consiglierei questo classico nella sua edizione ampliata: è il libro che ho letto prima di iniziare la mia formazione in arteterapia: Caroline Case, Tessa Dalley, Dean Reddick, The Handbook of Art Therapy (2022).

Per la pratica sistemica e, più nello specifico, per la terapia narrativa, dai un’occhiata ai materiali messi a disposizione dal Dulwich Centre. Molti sono accessibili gratuitamente. E’ in questo centro che la terapia narrativa ha preso forma.

Per la pratica somatica, consiglio i libri di Lisa Fannen, disponibili sul suo sito insieme a molto altro materiale, incluse risorse sulla pratica somatica e link utili a diversi servizi nel Regno Unito.

Sempre nell’ambito della pratica somatica, seguo da tempo e da vicino il meraviglioso lavoro di minima somatica (Carla Bottiglieri e Thomas Greil).

Per la pratica somatica e il trauma, consiglio anche il lavoro di Staci Haines, che porta assieme somatica e giustizia sociale e climatica.

Se ti interessa leggere sull’IFS e sul lavoro con le parti, inizierei da Richard Schwartz, No Bad Parts: Healing Trauma and Restoring Wholeness with the Internal Family Systems Model.

Trovo Somatic Internal Family System Therapy di Susan McConnell una risorsa straordinaria per creare un ponte tra il lavoro con le parti, la pratica somatica e la spiritualità di impronta ecologica.

Il lavoro con le parti assume una dimensione collettiva in Releasing our Burdens, una collaborazione tra Richard Schwartz e Thomas Hubl, dove il lavoro sugli antenati e sul trauma collettivo si dispiega attraverso numerose trascrizioni.

Per il lavoro con coppie e relazioni consiglierei un altro libro di IFS di Schwartz, You Are the One You’ve Been Waiting For: A New Approach to Intimate Relationships. Il libro contiene ripetizioni e potrebbe essere più breve di quel che è, ma aiuta comunque a pensare a tutte le relazioni, non solo a quelle intime, in termini di parti che entrano in connessione tra loro, e alla possibilità di portare più energia centrata in queste connessioni.

Per l’eco-terapia: Ian Siddons Heginworth, Environmental Arts Therapy and the Tree of Life. Esistono molti altri testi, ma per me questo rimane il primo, per le sue qualità poetiche e per la sua vicinanza alla spiritualità legata di impronta ecologica (earth-based spirituality).

Consiglierei tutto ciò che ha scritto M-J Barker, che esplora genere, sessualità, relazioni e trauma utilizzando un linguaggio chiaro. Sul loro sito puoi trovare molti libri e zine gratuiti.

In Gender Trauma, Alex Iantaffi mette in relazione binarismo di genere e colonialismo e fa luce sul modo in cui il binarismo di genere influenza tuttə noi.

Sulla non-monogamia etica e l’attachment: Jessica Fern, Polysecure: Attachment, Trauma and Consensual Nonmonogamy e Polywise: A Deeper Dive Into Navigating Open Relationships.

Su supremazia bianca, razzismo e trauma, consiglio la lezione di Joy DeGruy sul post traumatic slave syndrome, disponibile online.

Sui temi della guarigione, del sesso e della spiritualità, consiglio il lavoro di Joe Kramer, Annie Sprinkle e Barbara Carrellas. Joe Kramer ha scritto poco, quindi incoraggerei a esplorare ciò che è disponibile online.

Per la spiritualità di impronta ecologica (earth-based spirituality), le dinamiche di gruppo e la relazione con il più-che-umano, il mio punto di partenza è Starhawk. Consiglio ad esempio The Empowerment Manual e The Earth Path, ma anche i suoi romanzi.

Sull’auto-organizzazione: Isabelle Fremeaux e Jay Jordan, We Are “Nature” Defending Itself, e Vercauteren, Crabbé e Mueller, Micropolitiques des Groupes; Pour une écologie des pratiques collectives / Micropolíticas del los grupos: para una ecología de las prácticas colectivas, che fanno entrambi riferimento a Starhawk.

Sulla guarigione, la spiritualità, i rituali e il lavoro con gli antenati, consiglierei i libri e le interviste online di Malidoma Some e Sobonfu Some.

Mi piace il lavoro di Tobie Nathan e il suo mettere in discussione un approccio eurocentrico alla terapia. Mi interessano soprattutto i suoi libri sui sogni, tradotti anche in Italiano.

Questo è meno accessibile, ma mi piace comunque menzionarlo: il lavoro di Felix Guattari, che in qualche modo mette in dialogo psicoanalisi e terapia sistemica, sfidandole entrambe. Per esempio, insieme a Gilles Deleuze, A Thousand Plateaus.

In relazione a Guattari e alla sua esperienza alla clinica di La Borde, ancora oggi operante, trovo particolarmente utili gli scritti di Anne Querrien, che offrono un ponte tra le esperienze di allora e quelle di oggi. A Londra invece è la Philadelphia Association che prosegue il lavoro emerso dal conteso “anti-psichiatrico” nei paesi anglosassoni (è alla PA che ho fatto la mia prima esperienza pratica come arte terapeuta). In Italia il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste offre un meraviglioso esempio di come l’eredità di Basaglia e dei suoi collaboratori continua a plasmare le istituzioni pubbliche della salute mentale.

Mi sto avvicinando lentamente ai podcast. Per ora ho ascoltato diversi episodi di The One Inside, un podcast sull’IFS. A seconda dell’episodio, ci sono spesso spunti interessanti da cui imparare.